Indice
Presentazione di Angelo Spaggiari
Introduzione di Daniela Grana
I. ARCHIVISTICA TEORICA
A proposito della traduzione italiana dell’archivistica di Adolf Brenneke
Considerazioni sul "Manuel d’archivistique" francese in rapporto all’esperienza archivistica italiana
Parliamo ancora di archivistica
Riflessioni sulla natura e struttura degli archivi
Un libro nuovo su archivi e archivisti
II. DIDATTICA E MANUALISTICA
Nozioni di base per un’archivistica come euristica delle fonti documentarie
Il documento mediovale. Nozioni di diplomatica generale e di cronologia
III. INVENTARI, STORIA DELLE ISTITUZIONI, EDIZIONI DI FONTI
L’archivio Albergati nell’Archivio di Stato di Bologna
Profilo storico dell’Archivio segreto estense
Note storiche sulla cancelleria degli Estensi a Ferrara dalle origini alla metà del sec.XVI
I consigli di governo presso gli Estensi dalle origini alla devoluzione di Ferrara
Gli archivi dei governi provvisori modenesi (1859)
Gli archivi del governo nelle province dell’Emilia (1859-1860)
Il fondo pomposiano nell’Archivio di Stato di Modena
Il carteggio di padre Girolamo Papino informatore estense dal Concilio di Trento durante il periodo bolognese
Criteri di trascrizione per l’edizione nazionale del Carteggio muratoriano
Il diario inedito di Francesco V di Modena dall’11 giugno al 12 luglio 1859
Saggio introduttivo a "Memorie di quanto disposi, vidi ed udii dall’11 giugno al 12 luglio 1859"
IV. DIPLOMATICA APPLICATA
Un’indagine sui più antichi documenti dell’archivio di S. Pietro di Modena
Filippo Valenti è stato uno dei più brillanti ed attivi protagonisti del rinnovamento della disciplina archivistica maturato intorno agli anni Settanta all’insegna della rivisitazione critica del metodo storico. I suoi scritti hanno formato generazioni di archivisti e da tempo si avvertiva l’esigenza di una raccolta organica sia dei testi di archivistica teorica pubblicati sulla «Rassegna degli Archivi di Stato» tra il 1969 e il 1989, sia di una edizione critica delle lezioni tenute dall’autore presso l’Università di Bologna nell’anno accademico 1975-76 e del manuale di diplomatica sul documento medioevale, entrambi assai noti e da anni irreperibili. Nel volume sono stati riuniti altri scritti di archivistica e di storia istituzionale - introduzioni ad inventari, inventari, saggi di applicazione della diplomatica alla storiografia, edizioni di fonti - che testimoniano un’attività scientifica feconda, svolta nell’arco di quasi mezzo secolo da un archivista che è stato al tempo stesso dotto paleografo, raffinato diplomatista, acuto storico delle istituzioni.