Economia e fiscalità ad Arezzo in epoca moderna. Conflitti e complicità tra centro e periferia nella Toscana dei Medici 1530-1737

 

Indice

INTRODUZIONE

Dalle Capitolazioni del 1530-1531 alla “mala voglia” degli aretini
Il primo indebitamento con Firenze: dal 1554 al 1573
Il dissesto delle finanze cittadine: crisi economica, privilegiati, evasori e corrotti
L’assillo della tassa della fortificazione e il secondo indebitamento con Firenze: dal 1573 alla fine degli anni '80
Cresce il deficit cittadino: dal 1590 ai rescritti sui debiti del1623 e del 1634
Le strategie fiscali per aumentare le entrate e contenere il debito (1635 - 1650)
Le premesse dell’invio di un depositario da Firenze (1650-1675)
Le finanze cittadine nel caos: dal 1675 al 1737

BIBLIOGRAFIA
INDICE DEI NOMI


Il volume presenta una storia della fiscalità relativa alla città di Arezzo in epoca medicea (1530-1737) mettendo particolarmente in evidenza i complessi rapporti che, in materia di finanza, si instaurano tra centro e periferia illustrandone tutti i meccanismi, le caratteristiche, le disfunzioni. E’ così possibile conoscere il rapporto governanti-governati, i compromessi effettuati dal governo per arrivare a determinati equilibri politici, le ambizioni e le inclinazioni proprie dei sovrani. Se nel 1530-31 con le Capitolazioni, o patti di dedizione, si affida agli aretini l’amministrazione e la piena disponibilità delle proprie entrate, si palesa poi una progressiva ingerenza del potere centrale negli affari della comunità che tende sempre più a trasformare la fiscalità da “urbana” in “principesca” perché la parte devoluta al centro diviene sempre più preponderante.