Indice
ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI
INTRODUZIONE.
Ricognizione delle fonti e bilancio degli studi a livello locale
PROLOGO.
Valdiponte, settembre 995: ritratto di gruppo in un interno
l. IL QUADRO D'INSIEME: GEOGRAFIA E STRUTTURA DEI DOMINATI UMBRO-SETTENTRIONALI
1. La signoria ecclesiastica: dislocazione e sviluppo dei patrimoni e dei diritti
2. La signoria laica: aree di diffusione e soggetti signorili
3. Gli elementi della signoria rurale
Il. LE LINEE DI TENDENZA: RITARDI E DEBOLEZZE DI UNA EGEMONIA SOCIALE
1. Le dinamiche del fenomeno signorile nell'Umbria settentrionale
2. Le trasformazioni della signoria nel corso del secolo XIII
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
INDICE DEI NOMI DI PERSONA E DI LUOGO
Lo studio si propone di costruire una mappa chiara e leggibile delle aree di influenza delle signorie rurali nei territori di Perugia e Gubbio, grazie ad uno scavo molto analitico e ordinato delle fonti disponibili, assai più numerose per gli enti ecclesiastici che non per i potentati laici. In quello che era stato l’antico “corridoio bizantino” la diffusione del clientelismo signorile e del sistema curtense ha spiccati caratteri di originalità e individualità, a causa sia del persistere di una viva tradizione pubblicistica e “romanistica” che della particolare situazione della piazzaforte perugina, stretta per quasi due secoli tra la Tuscia longobarda e il ducato di Spoleto.
Secondo il modello interpretativo proposto dall’autore, l’esiguità del territorio e le necessità militari contribuirono a limitare la diffusione della grande proprietà e forse anche a stimolare la creazione di piccoli poderi da assegnare a liberi allodieri, legandoli così più strettamente ai compiti della difesa territoriale. Quando infine gli istituti signorili giunsero a maturazione era entrato in gioco con ben maggiore vitalità il comune cittadino, in cui forse riviveva la tradizione dei ceti dirigenti urbani che assistevano il vescovo nell’esercizio del potere.